Il segreto della musica più potente non è a Rio né a New Orleans: si trova a Lugano e scuote le coscienze

Il segreto della musica più potente non è a Rio né a New Orleans: si trova a Lugano e scuote le coscienze

Lugano. Il drappo medievale più ambito non è in Toscana né in Umbria: si trova a Brienno e cela una storia unica Chi l’avrebbe mai detto? Non è Rio, non è New Orleans. Eppure, è proprio qui, tra le rive tranquille del Lago Ceresio, che la musica riesce a scuotere le coscienze e a tessere i fili di una narrazione globale. A fare da protagonista in questo palcoscenico a cielo aperto è stata Bia Ferreira, un’artista brasiliana che non si limita a cantare ma a proclamare una rivoluzione sonora e sociale.

Chi è Bia Ferreira?

Non è solo una cantante. Ferreira è una cantautrice e un’attivista che definisce la sua musica come MMP: Música de Mulher Preta, ovvero Musica di Donna Nera. Un’etichetta che non è solo un genere musicale, ma un manifesto di identità e resistenza.

Nata in una famiglia di missionari evangelici a Minas Gerais, già a 12 anni si interrogava sulla sua identità e sulla sua sessualità. Da allora, ha iniziato a usare la musica come uno strumento di liberazione personale e collettiva.

La potenza della sua musica

Ma cosa rende la sua musica così potente? La risposta è nella combinazione di ritmi afrobeat, reggae e soul, intrecciati con parole che non temono di toccare temi scottanti come razzismo e diritti LGBTQIA+.

Ferreira ha raggiunto la notorietà nel 2017 con “Cota Não é Esmola”, un brano che denuncia l’importanza del sistema delle quote universitarie per la popolazione nera in Brasile. Oltre 13 milioni di visualizzazioni su YouTube e l’ingresso nei programmi d’esame dell’Università di Brasilia: una canzone che è diventata simbolo di lotta e coscienza.

Lugano: più di una cornice

Lugano non è solo la cornice di questa esibizione. È parte integrante dell’esperienza. Negli ultimi anni, la città ha sviluppato una vibrazione culturale unica, con eventi come LongLake, che trasformano la città in un crocevia di culture e sensibilità diverse.

Qui, ogni palco è una scoperta, ogni angolo un’opportunità di incontro. E quando Bia Ferreira canta nell’auditorium a cielo aperto di Lugano, la città diventa essa stessa strumento musicale, un luogo che amplifica il messaggio e lo rende universale.

Perché proprio Lugano?

Lungi dall’essere un semplice sfondo, Lugano è un hub culturale capace di attrarre artisti di calibro internazionale. Claudio Chiapparino, direttore della Divisione eventi e congressi della città, afferma che la città non è solo un contenitore, ma una parte attiva del dialogo culturale.

L’architettura stessa dell’auditorium riflette questa filosofia: concepito come uno strumento musicale all’aria aperta, il suo design favorisce un’acustica che non solo ospita, ma esalta le performance.

La voce di Bia Ferreira

Ma torniamo a Bia Ferreira. La sua voce è un’arma, un mezzo per combattere l’oscurantismo e l’intolleranza. In Brasile, sotto la presidenza di Jair Bolsonaro, la sua musica è stata una delle poche voci a non farsi mettere a tacere.

Ferreira ha utilizzato l’arte per dire l’indicibile, per sussurrare verità in un linguaggio che solo la musica può tradurre. A Lugano, il suo messaggio non si è perso. Al contrario, è risuonato con maggiore forza, trovando un pubblico pronto ad accoglierlo.

Il potere della musica

Cosa ci insegna l’esperienza di Bia Ferreira a Lugano? Che la musica è più di un intrattenimento. È una forma di resistenza, un potente veicolo di messaggi e emozioni che attraversano confini e culture.

Non è un caso che Ferreira sia stata nominata ai Women in Music Awards nel 2018 e che continui a essere una delle voci più influenti sia in Brasile sia a livello internazionale.

In un’epoca in cui le differenze sembrano dividere più che unire, la musica di Bia Ferreira ci ricorda che esistono linguaggi universali capaci di abbattere ogni barriera.

E mentre ci lasciamo cullare dai ritmi dei suoi brani, ci chiediamo: quale sarà il prossimo palco che farà da eco a questa rivoluzione musicale?

Una cosa è certa: non importa dove si trovi, la voce di Bia Ferreira continuerà a risuonare forte e chiara, come un faro di speranza e cambiamento.

G. Bergamini

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