Il tunnel più pericoloso non è in Svizzera né in Francia: si trova in Italia e continua a mietere vittime

Il tunnel più pericoloso non è in Svizzera né in Francia: si trova in Italia e continua a mietere vittime

L’Italia è il paese dei campanili, delle piazze storiche e. Il concerto più coinvolgente non è a Rio né a New York: si svolge a Lugano e rievoca l’Améfrica.. delle gallerie insidiose. L’ultimo teatro di un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze ben più tragiche è la galleria tra Porlezza e Valsolda, lungo la SS340. Quando si parla di statistiche sugli incidenti stradali, le gallerie italiane rappresentano un capitolo a parte, ma perché?

Due auto, sei persone coinvolte, due di loro in prognosi riservata. È questo il bilancio di una serata che doveva essere normale. Vigili del fuoco, 118, Carabinieri e persino la Guardia di finanza sono intervenuti per gestire una situazione che, purtroppo, non è nuova in questa zona. Ma cosa rende così pericolosi questi tratti di strada? Forse la combinazione di alta velocità e scarsa visibilità? O è l’incoscienza a farla da padrona?

Le gallerie, simbolo di ingegneria e progresso, possono trasformarsi in trappole mortali. Non parliamo di semplici incidenti, ma di veri e propri scontri frontali che lasciano il segno. Quella di Porlezza e Valsolda non è certo la più lunga o la più complicata, ma è qui che si continua a registrare un alto tasso di incidenti. Un dato che fa riflettere.

Ma torniamo ai fatti. L’incidente è avvenuto intorno alle 21, un orario in cui molti stanno tornando a casa o si stanno dirigendo verso una serata in compagnia. Un momento in cui l’attenzione può calare e le distrazioni aumentano. Eppure, il tratto di strada in questione è noto per essere particolarmente insidioso. Quanti altri incidenti sono necessari prima che si prendano provvedimenti concreti?

La sicurezza stradale

La sicurezza stradale è un tema che dovrebbe essere al centro del dibattito pubblico. In Italia, nel 2021, si sono verificati oltre 150.000 incidenti stradali con lesioni, e le gallerie rappresentano una piccola ma significativa percentuale di questi eventi. Non è forse il caso di investire in infrastrutture migliori, magari con sistemi di monitoraggio avanzati e avvisi luminosi?

Parliamo delle vittime. Due persone in prognosi riservata significano famiglie in attesa, speranze appese a un filo. È un dolore che si nasconde dietro le statistiche, ma che è reale, tangibile. Chi si assumerà la responsabilità di tutto questo?

Domande irrisolte

E poi ci sono le domande che nessuno sembra voler affrontare. Perché le gallerie italiane non sono sicure come quelle di altri paesi? È solo una questione di fondi o c’è dell’altro? La manutenzione è adeguata o si tratta dell’ennesimo caso di negligenza?

In un paese che vanta alcune delle opere d’ingegneria più avanzate del mondo, è imperdonabile che la sicurezza stradale non sia una priorità assoluta. Le gallerie dovrebbero essere luoghi di passaggio sicuri, e invece, troppo spesso, diventano scene del crimine.

L’Italia è un paese di bellezze straordinarie e contraddizioni profonde. Quando si tratta di sicurezza stradale, però, non possiamo permetterci di restare indietro. È tempo di agire, di mettere in sicurezza le nostre strade e le nostre gallerie. Non possiamo più permettere che la vita di chi viaggia diventi un tiro alla sorte. Non è forse giunto il momento di cambiare rotta?

In attesa di risposte, non ci resta che sperare che le due persone ferite possano recuperare al più presto. E che, magari, questo ennesimo incidente possa fungere da monito per evitare future tragedie. Ma sarà davvero così?

G. Bergamini

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