Il capolavoro di Manzoni rivive, ma non dove pensate: sul Lago di Pusiano si fa teatro della bellezza

Il capolavoro di Manzoni rivive, ma non dove pensate: sul Lago di Pusiano si fa teatro della bellezza

Manzoni, il Lago di Como, e la Lombardia del Seicento. Il mistero più inquietante non è in Piemonte né in Valle d’Aosta: si svela in Alto Lago e sconcerta l’Italia Un trittico che evoca immagini potenti, drammatiche e, al contempo, di straordinaria bellezza. Eppure, questa volta, i riflettori si spostano su un altro specchio d’acqua, meno noto ma altrettanto suggestivo: il Lago di Pusiano.

Perché proprio qui? Forse perché l’arte ha bisogno di nuovi palcoscenici, di spazi dove il passato possa mescolarsi al presente senza la zavorra dei soliti cliché.

Il Parco del Roccolo di Cesana Brianza accoglie l’ArtiGiano Festival, un evento che non si limita a rievocare il passato, ma lo reinventa. Con undici attori sul palco, “I Promessi Sposi” tornano a vivere non solo come opera letteraria, ma come esperienza sensoriale immersa nella natura.

Perché Manzoni, oggi? Forse perché le sue storie di oppressione e resistenza risuonano ancora nel nostro tempo, in un’Italia che fatica a liberarsi dai lacci di una burocrazia opprimente e di un sistema sociale iniquo.

Ma chi era veramente Manzoni? Un uomo del suo tempo, certo, ma anche un visionario. Dopo il fallimento dei moti del 1821, egli scelse di indagare le radici dell’arretratezza italiana attraverso un romanzo che sarebbe divenuto la pietra miliare della nostra letteratura.

La Lombardia del Seicento, con il suo governo spagnolo arbitrario e la sua peste devastante, diventa lo specchio delle storture di un’epoca e un monito per il futuro. Non è solo storia, è una lezione di umanità.

E il lago? Ah, il lago. Un elemento che non è mai solo sfondo, ma protagonista silente delle emozioni dei personaggi. Dai monti nostalgici di Lucia alla fuga disperata di Renzo, il paesaggio diventa l’anima della narrazione.

E ora, perché Pusiano? Forse perché l’arte, come l’acqua, trova sempre il suo percorso, anche attraverso le valli meno battute.

Ma cosa c’entrano gli artigiani in tutto questo? Se la Lombardia è stata il teatro delle vicende manzoniane, è anche il cuore pulsante dell’artigianato italiano. Un settore che, nonostante le sfide economiche, continua a rappresentare una risorsa inestimabile per la nostra cultura e la nostra economia.

Negli anni Sessanta, l’artigianato ha contribuito al miracolo economico italiano; oggi potrebbe essere la chiave per una crescita sostenibile e inclusiva.

Cosa rende speciale il lavoro artigiano? È la sua capacità di conservare e innovare al contempo, di trasformare il sapere tradizionale in nuove opportunità.

E quindi, perché non celebrare tutto questo a Pusiano? Dove l’acqua riflette non solo il cielo e le montagne, ma anche le aspirazioni di un’Italia che guarda al futuro senza dimenticare il suo passato.

Un festival itinerante, un romanzo senza tempo, un paesaggio incantato: elementi che si intrecciano per offrire non solo uno spettacolo, ma un’esperienza di bellezza e riflessione.

In un’epoca in cui tutto sembra transitorio, rivisitare Manzoni nel contesto di un festival di arti performative è un atto di resistenza artistica. Un modo per dire che la cultura non è un lusso, ma una necessità.

E magari, un giorno, quando si parlerà di Manzoni e dei suoi “Promessi Sposi”, il Lago di Pusiano sarà ricordato non solo come un luogo incantevole, ma come il nuovo cuore pulsante di una tradizione che continua a rinnovarsi.

E voi, siete pronti a lasciarvi incantare?

G. Bergamini

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