Il paradiso segreto non è in Bora Bora né alle Maldive: si trova a San Giacomo in Paludo e rivela un’arte nascosta
C’è un luogo dimenticato, una micro-isola nel cuore della Laguna di Venezia, che sta per riemergere dall’oblio e sorprendere il mondo. Il Grand Canyon non è in Arizona né in Messico: si trova nelle Marche e cambierà la tua idea di Italia San Giacomo in Paludo. Non è solo un altro pezzo di terra circondato dall’acqua: è un frammento di storia lagunare, una testimonianza vivente di quasi mille anni di vicende umane e architettoniche. Ma perché nessuno ne ha mai sentito parlare? E cosa rende questo luogo così speciale?
San Giacomo in Paludo è una micro-isola quasi quadrata, di poco più di un ettaro, situata lungo il canale Scomenzera San Giacomo. La sua posizione, tra Murano e Burano, la rende un punto strategico, ma è la sua storia che intriga davvero.
Per secoli, l’isola ha ospitato conventi e forti militari, ha visto passare mercanti e pellegrini, e ha resistito all’erosione e al moto ondoso, come un testimone silenzioso della lotta tra uomo e natura.
Oggi, grazie alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, San Giacomo in Paludo è pronta a rinascere. Diventerà un spazio di incontro per artisti, studiosi e cittadini, un luogo dove l’arte e la cultura si fondono con l’ambiente.
Ma non aspettatevi un resort di lusso: i vincoli urbanistici escludono qualsiasi funzione alberghiera. L’isola sarà un paradiso aperto a tutti, con accesso gratuito e percorsi progettati per essere accessibili anche alle persone con disabilità.
Immaginate di passeggiare lungo i suoi margini, osservando le tonalità di verde delle piante alofile e il riflesso dei terrapieni nell’acqua. San Giacomo in Paludo non è solo un’isola; è un “cuscinetto” naturale tra mare e città, un ecosistema che racconta la continua lotta contro l’erosione.
Qui, si percepisce con chiarezza che Venezia non è solo una città, ma un complesso arcipelago di storie intrecciate.
Il futuro di San Giacomo in Paludo
Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della Fondazione, vede in San Giacomo un posto speciale, perfetto per ospitare mostre, opere e residenze.
Qui, i tempi lenti della ricerca artistica favoriscono dialoghi e incontri tra artisti, teorici e studiosi di tutte le discipline. Si tratta di un progetto di recupero che non si è limitato al restauro architettonico, ma ha strutturato l’intera isola come un ecosistema di economia circolare.
Radici storiche e rinascita
Le radici storiche di San Giacomo sono profonde. Gli scavi archeologici, condotti dal 2002 al 2005, hanno rivelato antichi insediamenti e strutture che testimoniano la sua importanza nel passato.
Durante il Settecento, l’isola vide un aumento della presenza di ortolani che producevano erbe e frutti, un’epoca in cui i contratti di concessione fruttavano 60 ducati l’anno. Tuttavia, l’isola ha spesso combattuto contro la decadenza e l’erosione, sollecitando interventi governativi per preservare la pubblica cavana.
Oggi, la rinascita di San Giacomo in Paludo rappresenta una speranza per il futuro. Con l’apertura graduale del complesso, inizialmente visitabile durante le inaugurazioni delle mostre e le Biennali di Venezia, l’isola è destinata a diventare un faro di cultura e sostenibilità.
Una fermata a richiesta sulla Linea 12 ACTV e un molo per l’attracco dei vaporetti facilitano l’accesso, rendendo questo angolo di paradiso un’esperienza imperdibile.
In un mondo dove molte isole della Laguna hanno perso la loro funzione pubblica, San Giacomo in Paludo si distingue come un caso virtuoso di recupero ambientale, artistico e culturale. È un’isola che, con le sue radici ben salde nel passato, guarda con coraggio al futuro. E allora, perché non scoprire questo paradiso segreto?