Il volontariato più trasformativo non si trova in America né in Asia: è a Como e cambia vite

Il volontariato più trasformativo non si trova in America né in Asia: è a Como e cambia vite

L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Como lancia un appello. Non è un semplice incendio né una semplice sfortuna: cosa nasconde il trattore in fiamme di Alzate Brianza? Otto giovani volontari, pronti a dedicare un anno della propria vita per il progetto “Il dono del tempo – Art. 40 Como”. Un’opportunità, certo, ma anche una sfida. Una sfida che non coinvolge solo i volontari, ma l’intera comunità. Perché il Servizio Civile Universale non è solo un impegno personale, è un atto di cittadinanza.

Ma cosa spinge un giovane a entrare in questo progetto? È solo la voglia di aiutare? È la possibilità di maturare competenze e conoscenze che un giorno potranno arricchire il loro curriculum? O forse è il desiderio di partecipare attivamente al cambiamento sociale? Domande che restano aperte, ma che trovano parziali risposte nei dati.

Le competenze acquisite durante il servizio sono riportate in un attestato specifico. Non si tratta solo di formazione generica sui valori del servizio civile, ma di una vera e propria immersione nel mondo dei diritti di cittadinanza, della solidarietà intergenerazionale e della coesione sociale. Un’esperienza che trasforma, che plasma. Come una scultura che prende forma sotto le mani di un abile artigiano.

E non è tutto. Il Servizio Civile Universale offre anche vantaggi concreti: il periodo di servizio è riconosciuto ai fini previdenziali e garantisce assistenza sanitaria. Non solo altruismo, quindi, ma anche interesse personale. Un gioco di equilibri tra dare e ricevere.

L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, storicamente, ha sempre lottato per garantire diritti e opportunità a chi vive in condizioni di disabilità visiva. Un impegno che risale agli inizi del XX secolo, quando i ciechi erano relegati ai margini della società. Oggi, grazie a battaglie legali e sociali, la loro integrazione è un obiettivo sempre più vicino. Ma c’è ancora tanto da fare. E questo progetto è solo un tassello di un mosaico ben più grande.

Ma perché Como? Perché proprio lì? Una città che, sulle rive del suo lago, sembra vivere di pace e tranquillità. Eppure, è qui che si cerca di costruire un futuro più inclusivo, dove ogni cittadino, indipendentemente dalle sue condizioni, possa sentirsi parte integrante della comunità. È qui che la storia incontra la modernità, in un abbraccio che promette di non lasciare nessuno indietro.

Il progetto “Il dono del tempo” cerca di andare oltre il mero assistenzialismo. Non si tratta solo di fornire aiuto. Si tratta di costruire relazioni, di creare legami, di abbattere barriere. I volontari diventano agenti di cambiamento, non solo per chi ricevono assistenza, ma per l’intera comunità. E in un mondo sempre più individualista, questo è un messaggio potente.

Il Servizio Civile Universale è una scelta. Una scelta di coraggio, di umanità, di speranza. Una scelta che non dovrebbe essere presa alla leggera. Ma per chi decide di intraprendere questo percorso, le ricompense sono innumerevoli. Non solo in termini di competenze acquisite, ma anche di crescita personale e di arricchimento umano.

E allora, chi risponderà all’appello? Chi deciderà di dedicare un anno della propria vita a un progetto che promette di cambiare vite, di costruire ponti, di creare un futuro più giusto e inclusivo? Le domande restano, in attesa di risposte. Risposte che solo il tempo e l’impegno di questi giovani potranno fornire.

G. Bergamini

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